Intervista a Giulia, Molecular R&D Director Europe: è grazie a talenti come lei che la...

Giulia, com’è cominciato il tuo percorso in azienda?

Ogni anno DiaSorin finanzia alcune borse di studio presso l’Università Bicocca di Milano, dove mi sono laureata in Biotecnologie Industriali. Nel 2007 sono stata selezionata per questa opportunità unica: da allora non ho più lasciato l’azienda, crescendo insieme a lei.

Qual è la parola che meglio descrive la tua professione?

Evoluzione. Nel reparto di Ricerca e Sviluppo dobbiamo mantenerci costantemente aggiornati: è un campo in continuo sviluppo. Per migliorare ciò che facciamo servono ispirazione e conoscenza: per questo seguiamo regolarmente congressi medici e concludiamo ogni giornata condividendo col team un articolo scientifico interessante.

Non lavoriamo mai in modo routinario. Il nostro lavoro è sempre in evoluzione, ogni nuovo progetto rappresenta sempre una nuova sfida.

Un prodotto non esiste finché Giulia e il suo team non lo concepiscono e sviluppano.

Hai parlato di team: che ruolo ha la collaborazione nel tuo lavoro?

È fondamentale. Nell’ente di Ricerca e Sviluppo Molecolare lavorano ventuno persone: voglio conoscere i loro progetti e le loro aspettative, per creare un gruppo sempre più coeso e vincente. Molte delle nostre migliori idee infatti vengono fuori durante le pause caffè!

Come nasce un nuovo prodotto?

Ogni sei mesi il Comitato Scientifico e Tecnologico di DiaSorin si riunisce per valutare possibili investimenti futuri. In questa sede, il mio team propone nuovi prodotti, di cui illustra le tempistiche di sviluppo. Ne scaturisce un confronto con i colleghi del marketing, per valutarne le potenzialità di mercato. Quando un progetto viene approvato, comincia l’iter che in due o tre anni porterà al lancio del kit sul mercato.

Il vero traguardo: lo sviluppo del kit di diagnosi della leucemia acuta promielocitica

Due o tre anni: è parecchio tempo! Come mai il processo è così lungo?

È il periodo necessario allo sviluppo di prodotti affidabili ed eccellenti, in grado di fornire risposte precise ai medici e ai loro pazienti. L’iter si snoda in cinque fasi: definizione delle specifiche di progetto, studio di pre-fattibilità, studio di fattibilità, verifica e validazione. Un percorso che richiede approfondimento, e che coinvolge in ogni suo step figure professionali diverse.

Chiudiamo con un successo: qual è il progetto di cui vai più fiera?

Sicuramente la scoperta della traslocazione PML-RARA. Il nostro team ha lavorato duramente per anni allo sviluppo del più rapido test molecolare al mondo per la diagnosi della leucemia acuta promielocitica. Il percorso è stato lungo ed ha richiesto un impegno intenso, ma l’essere riusciti a sviluppare il kit finale ha ripagato tutti i nostri sforzi.