8 istituti, oltre 40 ragazzi in gara, tantissime idee. L’istituto Nicola Pellati di Nizza...

L’11 maggio, nella suggestiva cornice del Palazzo della Luce a Torino, si è concluso il concorso “Mad For Science”.
Una finale avvincente, in cui gli 8 istituti finalisti hanno dimostrato quanto la passione per la ricerca sia viva anche tra i più giovani. Basta saperla accendere.

Ad aggiudicarsi l’ambito premio in palio, l’Istituto Nicola Pellati di Nizza Monferrato, con uno studio sui lieviti enologici frutto dell’attaccamento a un territorio votato da sempre alla viticoltura. Le esperienze didattiche proposte dal team spaziano dalla microbiologia di Pasteur alle più moderne tecniche, come PCR e sequenziamento del DNA. Il percorso prevede, in particolare: la raccolta e l’analisi di uve provenienti da un vigneto biologico e da uno convenzionale, l’osservazione dei bioindicatori delle acque superficiali presso le coltivazioni, la ricerca di OGM e sostanze inibenti nel prodotto finito, l’utilizzo di piattaforme bioinformatiche e la creazione di un database.

Un’idea replicabile e capace di valorizzare le eccellenze del territorio locale, che ha convinto una giuria di esperti e professionisti della comunicazione sulla base di cinque parametri fondamentali: pertinenza, originalità, coerenza, validità e public speaking. Grazie ai 60.000 euro vinti, l'istituto potrà così rinnovare il proprio laboratorio scientifico e portare avanti il progetto sperimentale negli anni a venire.

Siamo rimasti sorpresi dalla grande partecipazione e dalla qualità dei lavori presentati. Alcuni sembrano di livello universitario.

Carlo Rosa, CEO di DiaSorin
Per l'istituto vincitore 85.000 euro da investire per rinnovare il proprio laboratorio...

Tutte le squadre finaliste si sono distinte per profondità e varietà dei contenuti:

Il Liceo Piero Gobetti di Torino si è concentrato sul tema della biodiversità, proponendosi di indagare mondi microscopici e macroscopici: la comunità biologica delle acque dei fiumi, la sensibilità degli enzimi alle condizioni esterne, i batteri vicini e dentro di noi, fino ad arrivare alle piante, giganti verdi con una storia affascinante.

Il Liceo Charles Darwin di Rivoli ha immaginato dieci progetti, parte di un unico grande lavoro. Tra gli altri, uno studio sull’effetto anti-aging delle vitamine, una ricerca sulla resistenza agli antibiotici, un’indagine sulla musicoterapia e un importante approfondimento sull’Human Genome Project e le attività conseguenti, come la tecnica del DNA fingerprinting.

L’IIS Majorana di Moncalieri ha focalizzato la sua attenzione sulle biotecnologie alimentari, con l’obiettivo di riprodurre in ambito scolastico alcuni saggi analitici per la valutazione della qualità dei cibi e dei parametri ambientali, integrando competenze in biologia, chimica, biochimica, fisica e informatica.

  • Mad for Science Challenge - Federico Taddia un moderatore pazzo per la scienza
  • Mad for Science Challenge - Una Giuria di eccellenza
  • Mad for Science Challenge - Gli 8 istituti finalisti
  • Mad for Science Challenge - Il team dell'IIS Nicola Pellati
  • Mad for Science Challenge - Il team dell'IIS Curie Vittorini
  • Mad for Science Challenge - Il team dell'IIS Majorana
  • Mad for Science Challenge - Il team del Convitto Carlo Alberto
  • Mad for Science Challenge - Il team dell'IIS Giuseppe Peano
  • Mad for Science Challenge - Il team dell'IIS Aldo Moro
  • Mad for Science Challenge - Il team del Liceo Piero Gobetti
  • Mad for Science Challenge - Il team del Liceo Charles Darwin
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I parametri di valutazione della giuria: pertinenza, originalità, coerenza, validità e public...

Il Convitto Carlo Alberto di Torino ha presentato dieci attività incentrate su organismi di piccole dimensioni e molecole, includendo diverse materie: biologia, biochimica, microbiologia, inglese e informatica. Una parte del team si è concentrata sui protocolli da presentare alla commissione, l’altra su un video di presentazione e sulle mappe 3D del proprio laboratorio attuale e di quello “ideale”.

L’IIS Giuseppe Peano di Torino ha progettato una serie di esperienze graduali e verticali accomunate da alcuni criteri, come l’utilizzo di metodologie didattiche non tradizionali e l’uso delle ICT nelle varie fasi del lavoro. La proposta spazia da semplici osservazioni al microscopio ad attività sofisticate come l’amplificazione del DNA mediante PCR (Polimerase Chain Reaction) o la programmazione del software “Adotta una colonia”.

Vogliamo far innamorare i giovani delle sfide della ricerca, da cui dipende il futuro della salute pubblica.

Carlo Rosa, CEO di DiaSorin

L’IIS Curie Vittorini di Grugliasco ha progettato una gamma di esperimenti didattici aperti a diverse modalità di esecuzione, come uno studio sugli enzimi invertasi adattabile al programma di seconda e a quello di quarta. Per ogni esperienza è stato creato e pubblicato online un video, con l’obiettivo di fornire agli altri allievi un utile completamento della trattazione teorica.

L’IIS Aldo Moro di Torino ha scelto di concentrarsi sui temi della salute e dell’ambiente, inserendo nel proprio progetto attività basate sull’uso di bioindicatori e test ecotossicologici, ricerche sulla divisione cellulare e sul funzionamento degli enzimi e tre protocolli innovativi: uno sul DNA fingerprint e due di dry-lab, rispettivamente sulle malattie genetiche e sui meccanismi dell’evoluzione.

Un modello fruttuoso da riproporre in futuro, per continuare a premiare l’amore per la scienza.